Un interessante articolo di Michael Rossoff, allievo di Kushi e grande divulgatore della filosofia macrobiotica negli USA.
Cosa vuol dire quando uno dice "io non faccio più macrobiotica"? Quand'è il momento in cui una persona vede stessa con occhi diversi? E' possibile ridare slancio alla propria applicazione, che col tempo inevitabilmente tende a diventare sempre più meccanica e povera?
Buona lettura!
Macrobiotica Al Crocevia - di Michael Russoff
...Un punto di ritrovo per apprendisti macrobiotici (..e non!) sparsi per il mondo...
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01 settembre 2012
02 novembre 2011
"...but I love fruits!" - di George Ohsawa
La frutta è sempre un argomento molto spinoso da trattare, con le persone che iniziano una dieta macrobiotica perchè malate: è tale e tanto grande il lavaggio del cervello da parte dell'informazione main stream sul fatto che se ne dovrebbero mangiare quantità incredibili ogni giorno per rimanere in salute, che la maggior parte delle persone finisce per crederci sul serio.Im questo agile opuscolo Ohsawa (con il contributo di due suoi studenti) chiarisce la sua posizione nei confronti del consumo di frutta per le persone "ammalate", o che comunque vogliono migliorare il proprio stato di salute.
Il suo consiglio è molto diverso da quello che si sente dire normalmente dai macrobiotici della domenica: "Non mangiare certa frutta in certi periodi". Ma fa notare anche il fatto che, consumando all'epoca (direttamente) solo un 4% dell'uva prodotta in una stagione, se consumassimo tutta quella che viene prodotta in una stagione, ci sarebbero 25 volte più nascite premature, bambini mongoloidi e vittime di polio.
Senza contare come si sviluppa il giudizio dei fruttariani: egoista, esclusivista, infantile.
La frutta è buona perchè... il nostro giudizio sensoriale ci dice così. Ma noi non possiamo vivere solo a livello sensoriale, o ci mettiamo allo stesso livello delle scimmie.
E' stata la scoperta del fuoco a dare il via alla nostra civilizzazione, che ci separa dagli animali della giungla e dagli aborigeni. E certo in una alimentazione fruttariana di fuoco non ce n'è molto!
Il pregiudizio sull'importanza della vitamina C (acido ascorbico), che farebbe così bene, ha causato nel tempo lo sviluppo di molte malattie, come i problemi di cuore, l'asma, la vataratta e le allergie
La frutta si può raccomandare solo a persone di costituzione molto Yang per neutralizzare eccessi dovuti ad una dieta carnea prolungata per molti anni. Consumata regolarmente in situazioni di altro tipo porta a molte spiacevoli conseguenze: si può fare la prova dandone molta ad un bambino, che la notte stessa bagnerà il letto; o ad una donna incinta, che avrà un bambino prematuro o addirittura diventerà sterile.
Il 90% di persone che soffrono di eccessiva perdita di capelli sono persone che amano la frutta.
Il numero dei malati di polio e i mongoloidi è proporzionale al numero degli alberi da frutto nell'area, alla loro produttività, al consumo totale di frutta o all'ammontare di quella importata. E' più di una coincidenza che le epidemie di polio e le stagioni della frutta tendono ad andare di pari passo...
Per non parlare del rapporto tra frutta e cancro.
Ecco il testo completo.
Buona lettura!
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01 novembre 2011
"La dieta Macrobiotica" - di George Ohsawa
Ecco il testo in italiano del piccolo compendio di Ohsawa.
Numerosi specifrici, tantissime preparazioni, la spiegazione dei concetti di Yin Yang e la loro applicazione, lo sviluppo della malattia e del giudizio, il cibo per neonati, riflessioni storiche e filosofiche, domande pungenti e tanti altri argomenti interessanti.
Prima o poi bisognerà finalmente farne una versione in italiano decente, quella della "Astrolabio - Ubaldini" (da cui deriva questa) e quella recentissima de "La Pica" sono purtroppo piene zeppe di errori sciocchi, tipo "legumes" che diventa "legumi" invece di "verdure".
Fortuna che Ohsawa scrive dritto anche su... traduzioni storte!
Buona lettura!
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24 ottobre 2011
Macrobiotica e ...lettura delle etichette - parte 1
Ho sempre pensato che l'unica parte interessante delle etichette fosse la lista degli ingredienti: bastava cercare "zucchero", "latte", o altre parole simili e il gioco era fatto: "cibo da evitare".
In questi giorni penso di aver capito che mi sbagliavo parecchio: ho sempre sottovalutato, e di molto, la parte dell'etichetta riguardante le informazioni nutrizionali.
La mia "formazione" mi ha sempre portato a trascurare queste informazioni perchè ero abituato a pensare solo in termini di "integrale" e "non integrale".
Ma è sciocco non usare tutte le informazioni disponibili!
Soprattutto se sono così semplici da usare e permettono di mettere un po' di "matematica a basso costo" anche in macrobiotica. E visto che la matematica di Yin/ Yang è difficile (parlo per me), magari si può fare un passettino avanti nel semplificarla un po'. Proviamo.... Ai commentatori l'ardua sentenza...
Uno degli aspetti principali che caratterizzano la macrobiotica credo che siano le proporzioni: infatti una persona non può certo definirsi "macrobiotica" perchè mangia certi alimenti e non altri. E' un errore abbastanza comune, anche se più che comprensibile.
In ogni suo libro, e anche nelle domande che poneva ai suoi studenti, la questione delle proporzioni era fondamentale, per Ohsawa. E sempre presente.
Le 10 diete che aveva suggerito in "La dieta macrobiotica" (Zen Macrobiotics, in originale) erano in effetti nient'altro che diverse proporzioni dei cibi presenti nel piatto: dalla dieta 100% cereali a quella che comprendeva anche frutta, carne e dolci....
Per un "macrobiotico" della domenica è semplicemente inconcepibile fare macrobiotica con zucchero, latte, uova, alcolici e carne, perchè è abituato a parlare di cibi-si e cibi-no.
Per Ohsawa era invece naturale, e proprio perchè lui parlava di proporzioni: "la quantità cambia la qualità". Ogni alimento è una combinazione di Yin Yang, quindi se diventa una medicina o un veleno dipende solo dalle quantità assolute e da quelle relative, cioè dalle proporzioni con il resto. Più semplice di così!
Quindi perchè non provare ad analizzare le proporzioni dei nutrimenti all'interno dei singoli cibi? Probabilmente potrebbero nascere delle belle sorprese, dalla lettura delle etichette!
Credo che in effetti sia effettivamente così. Tutto è molto alla luce del sole, stranamente!
Dando per scontato che cibi completi o integrali sono senz'altro meglio di quelli raffinati.... perchè non provare a fare macrobiotica anche con qualcosa di più difficile da bilanciare? E' troppo facile "fare il bravo macrobiotico" con riso integrale, shio-kombu, carote e cipolle... Non si impara nulla, semplicemente si diventa molto più sani di prima. Ma poi si ricasca nella malattia non appena non si hanno a disposizione o .... non ci si stufa!
Proviamo quindi a concentrarci su 4 aspetti: "carboidrati", "di cui zuccheri", "proteine" e "grassi" (non tenendo nemmeno in considerazione il fatto che all'interno del corpo avvengono trasmutazioni degli elementi, e quindi che ha poco senso fare queste suddivisioni...)
Vedendo come sono le etichette nutrizionali di tutti i cereali e simili (dal grano, al riso, al saraceno, alla segale,....fino alla pasta bianca!), cioè la base di ogni alimentazione tradizionale e ovviamente la base della dieta macrobiotica standard e di quella per malati gravi, si nota subito che i carboidrati sono altissimi (minimo 65%, ma fino a quasi 90%), gli zuccheri semplici sono presenti solo in tracce (diciamo un 0,2-3%), le proteine sono intorno al 10-15% e i grassi spesso anche meno della metà, diciamo 2-5%.
Provate a fare qualche confronto su questo interessantissimo sito-database:
http://www.valori-alimenti.com/confronto.php
o su un qualunque scaffale di supermercato.
A me è venuto quindi da pensare alle proporzioni relative:
carboidrati rispetto a proteine sono circa 5:1, ma a volte anche 6:1 o 7:1.
proteine rispetto a grassi sono almeno 2:1, ma più spesso anche 4:1 o 5:1
grassi rispetto a zuccheri semplici sono anch'essi spesso intorno al 2:1, ma arrivano talvolta anche a 5:1.
Mi verrebbe quasi da credere che il rapporto di 5:1 sia un ottimo modo per valutare i rapporti relativi!
Tra l'altro 5:1 sono anche le proporzioni del gomashio. Tra l'altro le proporzioni tra cereali e legumi in un piatto standard sono proprio 5:1. Vuoi vedere che il piccolo si vede anche nel grande e viceversa?
Ho provato quindi a guardare alcuni prodotti da questo nuovo punto di vista. E ho scoperto che la maggior parte dei prodotti "golosi" lo sono perchè c'è sempre una grossa sproporzione, soprattutto delle componenti "grassi" o "zuccheri".
Provate a guardare con questo semplice (e semplicistico, e approssimatissimo, ci mancherebbe!) punto di vista alimenti "usati dai perfetti macrobiotici", come latte di riso, latte di soia, crackers, tofu, seitan, ecc.ecc.
Scambierei volentieri un paio di commenti........ :-)
Cosa ne pensate quindi del "seitan fritto" o del "latte di riso/soia con malto e biscotti" o dei fantastici "crackers biologici spalmati di carobella - per una sana merenda per bambini" o delle "gallette al cioccolato" o delle "barrette di sesamo e malto" o dei pasti di sola frutta o.... ?
Buon appetito!
In questi giorni penso di aver capito che mi sbagliavo parecchio: ho sempre sottovalutato, e di molto, la parte dell'etichetta riguardante le informazioni nutrizionali.
La mia "formazione" mi ha sempre portato a trascurare queste informazioni perchè ero abituato a pensare solo in termini di "integrale" e "non integrale".
Ma è sciocco non usare tutte le informazioni disponibili!
Soprattutto se sono così semplici da usare e permettono di mettere un po' di "matematica a basso costo" anche in macrobiotica. E visto che la matematica di Yin/ Yang è difficile (parlo per me), magari si può fare un passettino avanti nel semplificarla un po'. Proviamo.... Ai commentatori l'ardua sentenza...
Uno degli aspetti principali che caratterizzano la macrobiotica credo che siano le proporzioni: infatti una persona non può certo definirsi "macrobiotica" perchè mangia certi alimenti e non altri. E' un errore abbastanza comune, anche se più che comprensibile.
In ogni suo libro, e anche nelle domande che poneva ai suoi studenti, la questione delle proporzioni era fondamentale, per Ohsawa. E sempre presente.
Le 10 diete che aveva suggerito in "La dieta macrobiotica" (Zen Macrobiotics, in originale) erano in effetti nient'altro che diverse proporzioni dei cibi presenti nel piatto: dalla dieta 100% cereali a quella che comprendeva anche frutta, carne e dolci....
Per un "macrobiotico" della domenica è semplicemente inconcepibile fare macrobiotica con zucchero, latte, uova, alcolici e carne, perchè è abituato a parlare di cibi-si e cibi-no.
Per Ohsawa era invece naturale, e proprio perchè lui parlava di proporzioni: "la quantità cambia la qualità". Ogni alimento è una combinazione di Yin Yang, quindi se diventa una medicina o un veleno dipende solo dalle quantità assolute e da quelle relative, cioè dalle proporzioni con il resto. Più semplice di così!
Quindi perchè non provare ad analizzare le proporzioni dei nutrimenti all'interno dei singoli cibi? Probabilmente potrebbero nascere delle belle sorprese, dalla lettura delle etichette!
Credo che in effetti sia effettivamente così. Tutto è molto alla luce del sole, stranamente!
Dando per scontato che cibi completi o integrali sono senz'altro meglio di quelli raffinati.... perchè non provare a fare macrobiotica anche con qualcosa di più difficile da bilanciare? E' troppo facile "fare il bravo macrobiotico" con riso integrale, shio-kombu, carote e cipolle... Non si impara nulla, semplicemente si diventa molto più sani di prima. Ma poi si ricasca nella malattia non appena non si hanno a disposizione o .... non ci si stufa!
Proviamo quindi a concentrarci su 4 aspetti: "carboidrati", "di cui zuccheri", "proteine" e "grassi" (non tenendo nemmeno in considerazione il fatto che all'interno del corpo avvengono trasmutazioni degli elementi, e quindi che ha poco senso fare queste suddivisioni...)
Vedendo come sono le etichette nutrizionali di tutti i cereali e simili (dal grano, al riso, al saraceno, alla segale,....fino alla pasta bianca!), cioè la base di ogni alimentazione tradizionale e ovviamente la base della dieta macrobiotica standard e di quella per malati gravi, si nota subito che i carboidrati sono altissimi (minimo 65%, ma fino a quasi 90%), gli zuccheri semplici sono presenti solo in tracce (diciamo un 0,2-3%), le proteine sono intorno al 10-15% e i grassi spesso anche meno della metà, diciamo 2-5%.
Provate a fare qualche confronto su questo interessantissimo sito-database:
http://www.valori-alimenti.com/confronto.php
o su un qualunque scaffale di supermercato.
A me è venuto quindi da pensare alle proporzioni relative:
carboidrati rispetto a proteine sono circa 5:1, ma a volte anche 6:1 o 7:1.
proteine rispetto a grassi sono almeno 2:1, ma più spesso anche 4:1 o 5:1
grassi rispetto a zuccheri semplici sono anch'essi spesso intorno al 2:1, ma arrivano talvolta anche a 5:1.
Mi verrebbe quasi da credere che il rapporto di 5:1 sia un ottimo modo per valutare i rapporti relativi!
Tra l'altro 5:1 sono anche le proporzioni del gomashio. Tra l'altro le proporzioni tra cereali e legumi in un piatto standard sono proprio 5:1. Vuoi vedere che il piccolo si vede anche nel grande e viceversa?
Ho provato quindi a guardare alcuni prodotti da questo nuovo punto di vista. E ho scoperto che la maggior parte dei prodotti "golosi" lo sono perchè c'è sempre una grossa sproporzione, soprattutto delle componenti "grassi" o "zuccheri".
Provate a guardare con questo semplice (e semplicistico, e approssimatissimo, ci mancherebbe!) punto di vista alimenti "usati dai perfetti macrobiotici", come latte di riso, latte di soia, crackers, tofu, seitan, ecc.ecc.
Scambierei volentieri un paio di commenti........ :-)
Cosa ne pensate quindi del "seitan fritto" o del "latte di riso/soia con malto e biscotti" o dei fantastici "crackers biologici spalmati di carobella - per una sana merenda per bambini" o delle "gallette al cioccolato" o delle "barrette di sesamo e malto" o dei pasti di sola frutta o.... ?
Buon appetito!
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26 giugno 2011
"Il malato che non si deve guarire" - di George Ohsawa
"Ho scritto parecchie volte che tutte le malattie possono essere guarite o molto migliorate nel giro di dieci giorni o in due o tre mesi al massimo, se avete ben compreso e seguite strettamente le “direttive preparatorie" della medicina macrobiotica d'Estremo Oriente, studiando allo stesso tempo molto scrupolosamente la sua filosofia; e che se la guarigione non arriva, è perché appartenete ad uno dei gruppi di persone di cui ho già parlato.
Ho dimenticato che c'e' un'eccezione.
E' il caso che non si deve guarire.
Se lo si guarisce, e' un errore. Questo triste caso è quello di un malato che non e' degno della guarigione, che ama sua moglie o sua figlia, suo marito o suo figlio più di Dio, o costituzione dell'universo; e che cerca una "magia nera", un medicamento detto "meraviglioso", una medicina "miracolosa". In una parola e' "dipendente".
Tale ignoranza della costituzione dell'universo, di Dio, e' caratteristica del basso giudizio (sensoriale, sentimentale o intellettuale). Quella persona in cui il giudizio superiore e soprattutto il giudizio supremo e' velato da un educazione falsa, egoista e sentimentale (che insegna solamente come cercare il piacere ed il confort), ignora completamente la costituzione dell'universo, e che questa è il solo principio della vita felice. Colui che ignora il Principio Unico della vita felice e libera non può entrare nel Regno del Settimo Cielo. E’evidente.
Ah! Il malato che non può guarire!
Egli è a tutti gli effetti simile a coloro che sono "incurabili" a causa del loro basso giudizio (dualista, vale a dire egoista, egocentrico, esclusivo, materialista, spiritualista, solitario), che non possono dire "non ho mai incontrato un uomo che non mi piaccia"; a quelli che hanno dei nemici, sia umani, sia non-umani, sia immaginari - vale a dire microbi, virus, incidenti, malfattori, malattie, sfortune, disavventure; a quelli che amano e cercano per difendersi strumenti come la medicina, le leggi, i diritti o poteri fabbricati dagli uomini, il denaro, l'intelligenza, la saggezza; a quelli che hanno paura; ai "civilizzati" che chiamano gli altri "primitivi"; al contadino che ha trovato un campo dove e' nascosto un tesoro infinito e non va in città a vendere tutto quello che ha e non si fa prestare più denaro possibile dagli amici per acquistare questo campo; al ricco che possiede mille volte più denaro di questo povero contadino e che non compera il campo; a quelli che danno o ricevono qualche pezzo d'argento o di rame una volta alla settimana in nome dell'amore di Dio; a quelli che pregano "amatevi gli uni con gli altri" la frase antiquata, piu' volte millenaria, la frase che e' stata provata come completamente "inutile" ed "inefficace" dopo migliaia di anni dalla storia sanguinosa dei bianchi, soprattutto oggi in tutta l'Africa; a questi industriali mondiali che si chiamano "missionari" benefattori, ma sono troppo spesso in realtà l'armata di riconoscimento di organizzazioni mondiali, colonizzatrici, sfruttatrici; a quelli che non conoscono la differenza totale tra l'amore individuale, sensoriale, sentimentale, intellettuale o morale e l'amore universale incondizionato; a quelli che non credono; a quelli che si credono compassionevoli; a quelli che pretendono di divenire compassionevoli, santi, saggi, benefattori senza conoscere questa grande differenza tra l'amore finito sentimentale e l'amore infinito, e senza conoscere che l'uomo in realtà non e' che uno degli ultimi anelli della lunga catena a spirale della costituzione dell'universo, la lunga catena di yin e yang, con salita e discesa, creazione e distruzione, bene e male, difficoltà e facilità e che questo anello detto "uomo" non e' che la caduta, la distruzione, il malfattore, l'ignorante, l'anello ultimo essendo la creazione, l’ascesa, il benefattore assoluto, infinito ed universale.
Il malato che non si deve guarire e' molto simile al dualista; sono pressoché uguali.
HYa tutte le caratteristiche del dualista più un'altra particolare.
Il malato che non si deve guarire non conosce la gratitudine e la riconoscenza come tutti i dualisti. Manca del senso della gratitudine e della riconoscenza, vale a dire che non dice facilmente "grazie" ad ogni istante.
La sua preghiera non e' che quella di un mendicante. Chiede senza sapere che tutto e' dato dall'inizio senza inizio. Osserva ma non vede. Ascolta ma non intende. Domanda invano. Tutto ciò che fa con la sua forza e' inutile e l'inutile e' sempre dannoso; e ciò che e' dannoso e accumulato, e' disastroso. Colui che e' sventurato e' il cercatore daltonico che non vede ne' il colore, ne' l'immagine della costituzione dell'universo.
Il malato che non si deve guarire e' simile ad una mitragliatrice che uccide tutto tirando pallottole di gas soffocanti, quando invece il malato guaribile e' simile ad una mitragliatrice che tira automaticamente pallottole invisibili di gioia di vivere su tutte le persone che entrano nella sua visuale.
Il malato che non si deve guarire e' colui che pensa di avere il diritto d'importunare tutti chiedendo un aiuto per simpatia. Insiste sulla sua sfortuna: "ho mal di testa", "sono indisposto", "non dormo da tre anni”, “soffro di emorroidi" ecc. e se voi dite che manca di senso di gratitudine e di riconoscenza, protesta con energia chiedendo "perdono", “vi sono molto riconoscente , estremamente riconoscente”, “non so come ringraziarvi, ma se non lo esprimo, non dimenticherò mai la mia gratitudine.....".
Ha ragione. Crede a ciò che dice.
Ma la sua espressione lo tradisce. Non e' per niente gradevole, non distribuisce la gioia di vivere e la gratitudine a tutti. In sua presenza, nessuno si sente felice.
Se fosse ricolmo di gioia di vivere, dovrebbe cantare la sua gioia ovunque.
Se fosse pieno di riconoscenza, nulla gli impedirebbe di esprimerla.
Dovrebbe e potrebbe restituire "un chicco diecimila chicchi".
Non potrebbe fare a meno di distribuire questa grandiosa costituzione dell'universo a tutti.
Per la misura nella quale e' felice e riconoscente alla costituzione dell’universo, risponderebbe di aver preso ben nota di un debito per tutta la vita allorché gli si domandasse se e' veramente riconoscente. Non sa che ciò esprime la sua incomprensione totale, o la sua ingratitudine.
Non sa come esprimere la sua gioia; vale a dire che non la possiede ancora.
Non ha vergogna del suo crimine, non sa quale sia il suo crimine. Non sa che tutti i comportamenti, l'esistenza stessa di colui che non conosce la costituzione dell'universo non e' altra cosa che questo crimine.
Non conosce per nulla la gratitudine e la riconoscenza.
Non e' mai infinitamente riconoscente ne’ commosso e grato verso questa costituzione dell'universo che gli ha fatto questo grande regalo senza eguali: la vita, la libertà infinita, il mondo finito così bello e divertente, il mondo infinito così grandioso e meraviglioso; l'aria, la terra, l'acqua e la luce senza i quali nessuno potrebbe vivere nemmeno per un istante. Sono veramente ed infinitamente preziosi. Ma non ha mai ringraziato ne' pagato. In aggiunta, chiede qualche volta "Dammi il pane quotidiano".
Chiedere il pane a chi ci ha donato l'aria, l'acqua, la terra e la luce di cui un miliardesimo sarebbe sufficiente per nutrire tutta l'umanità è veramente ridicolo.
Non e' infinitamente riconoscente di questi regali infiniti.
A maggior ragione, non e' per nulla riconoscente dell'aiuto dato dagli altri.
Crede di avere il diritto di chiedere e che gli altri lo debbano servire.
Considera tutti come sudditi, o strumenti.
Non e' mai stato pieno di gioia di vivere e di gratitudine per tutto ciò che esiste.
Da dove viene questa mentalità ingrata?
Questa mentalità e' prodotta dalla sua educazione falsa, familiare, scolastica, sociale; soprattutto familiare. E’ stato rovinato dai suoi genitori durante l'infanzia. I genitori erano suoi domestici o schiavi. Era il tiranno della sua famiglia. E’ stato troppo amato, senza essere degno dell'amore, senza avere alcuna qualità per essere amato. Non conosce l'arte di amare. Non conosce l'amore, la riconoscenza e la gratitudine, poiché tutto gli e' donato a volontà. Non ne conosce il valore.
“Ignoramus” biologico, fisiologico, intellettuale, morale e ideologico.
Come rimediare
Gli si devono dare difficoltà, tristezza, freddo, fatica, male, dolore senza fine.
E’ la sofferenza che ci insegna la gioia.
E’ la difficoltà che ci fa conoscere la libertà.
Il freddo e il caldo ci insegnano il confort.
Solo i grandi mali perpetui possono aprire i nostri occhi che ammirano il valore della salute.
Se suo padre non fosse stato imprigionato a causa della sua povertà, e se non fosse stato allevato in carcere con suo padre, non sarebbe mai potuto diventare il più grande romanziere realista e sociale.
Il suo humour, la sua critica penetrante, così patetica, condannante l'ipocrisia, l'egoismo e difendendo i diseredati, i bambini sfortunati, la sua giustizia e volontà di ferro gli hanno permesso di dire alla montagna di miseria e crudeltà "entra nel mare" della liberta' e della pace; ecco i doni della società ricolma d'ingiustizia a Charles Dickens.
Coloro che hanno trascorso la loro infanzia sotto un clima a tutti gli effetti contrario a quello dell'infanzia di Dickens non conoscono la giustizia, e non hanno la volontà di ferro ne' la sua resistenza ai mali fisiologici e sociali. Soccombono ad ogni male anche infimo. Dicono a tutti: "ho male alla pancia" o "sono nauseato" come se fosse il loro "buon giorno". In realtà non e' un "buon giorno" ma un "maledetto giorno".
Hanno il diritto di importunare gli altri mostrando il loro malessere?
Si deve fare del proprio meglio per allontanare questi mali o fermare la propria tosse durante un concerto, ci si deve guarire da soli poiché ognuno e' responsabile. Se fosse l'istituzione sociale la responsabile, allora tocca a voi riformarla. Quando avete male all'estremità di un dito, tutto il resto del corpo, il cuore, i reni, tutte le cellule soffrono e si sforzano di eliminare la causa.
Come guarire questo malato?
E’ estremamente semplice: non lo si deve guarire.
Se voi siete veramente sinceri faccia a faccia con un tale malato, dovete dargli parecchia sofferenza sino a che non divenga cosciente dei suoi errori, del suo peccato capitale: la violazione della costituzione dell'universo.
E’ estremamente penoso se siete veramente sinceri.
Ma non preoccupatevi. Abbiate fiducia nella costituzione dell'universo, il giudizio supremo, che e' onnipresente, onnipotente e onnisciente. Egli se ne occupa. Voi non dovete cercare di aiutarlo. Dovete solo fargli vedere la grandiosa costituzione dell'universo che tutti gli animali conoscono.
Se muore, mentre gli date medicine, frutta, dolciumi, tanto peggio.
E’ l'eliminazione di un male della nostra società.
Ma se volete fortificare la vostra comprensione della costituzione dell'universo, non avete da far altro che occuparvi di tutti i malati del mondo e di tutti i mali dell'umanità, come Dickens.
Gli esempi non vi mancano: Victor Hugo, Emile Zola, Romain Rolland.
Non preoccupatevi se date al vostro malato medicine sintomatiche, frutta e i gelati che tanto ama, belle parole e sentimentalità a buon mercato, poiché voi lo fate con la volontà di fare del bene, e perdendo tempo e denaro quando ci sono professori diplomati che fanno la stessa cosa guadagnando grosse fortune.
Sarete ricompensati largamente della tristezza e delle difficoltà, poiché vi insegneranno la costituzione dell'universo più profondamente e non vorrete più ricominciare la stessa cosa inutile.
Se avete già assimilato bene la costituzione dell'universo e se vi siete comportati in modo conforme ad essa, avrete realizzato sempre più il significato profondo del Wu-Wei".
George Ohsawa
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17 maggio 2011
"La spirale della vita" - di Michio Kushi
La traduzione italiana del libro di Michio Kushi "The spiral of life".
Un compendio di articoli, conferenze, conversazioni, lettere e altro, che trattano argomenti riguardanti tanti diversi ambiti della vita: dall'amore alla famiglia, dalla salute all'alimentazione, dallo spirito allo sviluppo del giudizio, dalla vita alla morte.
Sono presenti indicazioni per ritrovare la salute del corpo e di quella dello spirito, la visione del mondo secondo la concezione orientale, indicazioni da seguire in gravidanza, numerosi kanji presentati con il significato originario, e tanto altro ancora.
Veramente un libro ricco di spunti!
Buona lettura!
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10 maggio 2011
Bambini e radioattività - Istituzioni e bugie
Il disastro che è accaduto in Giappone (prontamente sparito dai mezzi di comunicazione di massa, come da programma: su google news oggi si leggono 1 articoli su Fukushima e 700 sul giro d'Italia, per esempio) e le cui conseguenze sembrano incalcolabili a tutti tranne che agli organismi ufficiali che dovrebbero raccontare come stanno andando le cose mi porta a fare alcune riflessioni:
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"L'era atomica e la filosofia d'Estremo Oriente" - di George Ohsawa
L'ultimo libro di Ohsawa ad essere pubblicato in italiano (questa è la nostra personale traduzione che risale a circa 3 anni fa,impaginata esattamente come l'originale in francese; penso sia più rigorosa rispetto a quella che si trova da poco in commercio).
Fondamentale, attuale, profondo, illuminante, pratico, chiaro.
E' un libro per scienziati, per gente comune, per ammalati, per curiosi. Per tutti.
Non solo perchè potrebbe cambiare la vita di molte persone in questo periodo di forte pericolo atomico; la visione del mondo a spirale di George Ohsawa, sottoposta al continuo gioco di Yin e Yang, spiega in modo chiaro e decisivo molti aspetti di comune interesse, dall'amore al lavoro,dalla salute allo sviluppo dell'uomo.
Assolutamente da leggere.
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05 maggio 2011
"La storia dei genitori di Michio Kushi" - voce di George Ohsawa
E' bello sentire anche la voce delle persone e non solo leggere i loro libri.
Dalla voce possiamo sentire molto dello spirito di qualcuno, e il valore del messaggio che essa porta spesso può venire da questa esaltato o completamente negato.
Esistono alcune rare registrazioni anche di George Ohsawa e tra queste ne propongo una che ho reperito sulla rete.
E' sottotitolata dal terzo figlio di Michio e Aveline Kushi, Phiya.
Buon ascolto!
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04 maggio 2011
"Il cibo dell'uomo" - di Franco Berrino
Questa piccola dispensa, maneggevole ma piuttosto ricca, è stata scritta dal dott. Franco Berrino, epidemiologo, direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittivadell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano. Ce l'aveva lasciata personalmente quando, invitato da noi, era venuto a tenere una conferenza che ricordo con grande piacere per la straordinaria partecipazione del pubblico (non si riusciva letteralmente ad entrare in sala!) e anche per l'eccellente pranzo macrobiotico del giorno successivo, preparato dalle straordinarie Cinzia e Manuela e che abbiamo potuto gustare in sua compagnia a Puianello.
Le indicazioni e le riflessioni contenute in questa dispensa sono adatte ad essere una prima introduzione alla visione macrobiotica della salute e di come riconquistarla. Se la dieta suggerita dal dr. Berrino (che è una macrobiotica nemmeno troppo stretta!) si è dimostrata così efficace su tante donne con tumore al seno, si può avere solo un'idea approssimativa delle possibilità di cura e guarigione di una dieta macrobiotica più mirata, mantenuta per più tempo e con maggiore rigore; è chiaro che è la volontà dell'individuo a fare la differenza, ma perlomeno i mezzi per compiere anche i "miracoli" ci sono, se uno ha una ferma intenzione di farli veramente.
Tra l'altro, questi "miracoli" che riguardano la salute fisica non sono nemmeno i più difficili da realizzare, anzi.
E' veramente bello sentire anche da luminari di fama internazionale il suggerimento di tornare a questa alimentazione così semplice e così adatta ad essere il vero ...cibo dell'uomo. Questo è il suo sito.
Potete anche ascoltarlo dal vivo a questi e molti altri link:
La Macrobiotica (prima parte di otto):
http://www.youtube.com/watch?v=ookMLRDL5Ew
Intervista tratta da Report:
http://www.youtube.com/watch?v=k10SoSJod1A
Intervista presso la scuola di Naturopatia di Piacenza (nello stesso canale Youtube sono presenti tantissimi altri suoi brevi interventi, classificati per argomento):
http://www.youtube.com/watch?v=fU4VBu27Xek
Convegno 8 Marzo 2010- "Tumori. Prevenire mangiando" (prima parte di sette):
http://www.youtube.com/watch?v=0wXD-pYu3KU
Buona lettura!
Le indicazioni e le riflessioni contenute in questa dispensa sono adatte ad essere una prima introduzione alla visione macrobiotica della salute e di come riconquistarla. Se la dieta suggerita dal dr. Berrino (che è una macrobiotica nemmeno troppo stretta!) si è dimostrata così efficace su tante donne con tumore al seno, si può avere solo un'idea approssimativa delle possibilità di cura e guarigione di una dieta macrobiotica più mirata, mantenuta per più tempo e con maggiore rigore; è chiaro che è la volontà dell'individuo a fare la differenza, ma perlomeno i mezzi per compiere anche i "miracoli" ci sono, se uno ha una ferma intenzione di farli veramente.
Tra l'altro, questi "miracoli" che riguardano la salute fisica non sono nemmeno i più difficili da realizzare, anzi.
E' veramente bello sentire anche da luminari di fama internazionale il suggerimento di tornare a questa alimentazione così semplice e così adatta ad essere il vero ...cibo dell'uomo. Questo è il suo sito.
Potete anche ascoltarlo dal vivo a questi e molti altri link:
La Macrobiotica (prima parte di otto):
http://www.youtube.com/watch?v=ookMLRDL5Ew
Intervista tratta da Report:
http://www.youtube.com/watch?v=k10SoSJod1A
Intervista presso la scuola di Naturopatia di Piacenza (nello stesso canale Youtube sono presenti tantissimi altri suoi brevi interventi, classificati per argomento):
http://www.youtube.com/watch?v=fU4VBu27Xek
Convegno 8 Marzo 2010- "Tumori. Prevenire mangiando" (prima parte di sette):
http://www.youtube.com/watch?v=0wXD-pYu3KU
Buona lettura!
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03 maggio 2011
Coach Dan Peterson in cattedra
Ieri Dan Peterson è venuto a tenere una conferenza a Reggio Emilia.
Il carisma dell'uomo e la sua genialità come allenatore erano note e mi sono sentito molto motivato a partecipare. Ne è decisamente valsa la pena!
In due ore di aneddoti e comunicazione che sprizzava da tutti i pori sono uscite tantissime cose interessanti, ma vorrei evidenziarne alcune che mi hanno colpito in modo particolare perchè possono essere applicate in tutti i campi credo con gli stessi ottimi risultati, che sia nell'educazione o nel lavoro o in macrobiotica: basta cambiare qualche parola....
1) Gli elogi si dicono a voce alta e facendosi sentire da tutti, le correzioni a bassa voce e solo al diretto interessato.
2) Il coach deve essere sempre esigente e ispirare fiducia: può alzare la voce solo 2/3 volte l'anno, e quando si va in campo i suoi giocatori devono essere senza paura.
3) La differenza tra una persona che sa tutto di basket e un coach di basket è: avere costruito una propria filosofia e crederci fino in fondo, a tutti i costi.
4) E' necessario l'amore per ciò che si fa; questo fa nascere l'orgoglio di farlo e permette di guadagnarsi il rispetto degli altri.
5) Seguire una politica dei piccoli passi è più redditizio che puntare a fare grandi cose tutte in una volta.
6) Tra avere una "squadra" e avere un "gruppo" è meglio la prima, perchè significa che ogni persona che ne fa parte è disposto a sacrificare qualcosa di sè per il bene dei compagni.
7) I gruppi di persone normali così come le grandi squadre hanno bisogno di una identità: coltivandola si possono ottenere risultati straordinari.
8) Qualunque sia l'importanza della cosa che ci accingiamo a fare, ricordarsi del comandamento principale: "Enjoy your game!"
9) Usare poche parole, ma che siano scritte sulla roccia.
Il carisma dell'uomo e la sua genialità come allenatore erano note e mi sono sentito molto motivato a partecipare. Ne è decisamente valsa la pena!
In due ore di aneddoti e comunicazione che sprizzava da tutti i pori sono uscite tantissime cose interessanti, ma vorrei evidenziarne alcune che mi hanno colpito in modo particolare perchè possono essere applicate in tutti i campi credo con gli stessi ottimi risultati, che sia nell'educazione o nel lavoro o in macrobiotica: basta cambiare qualche parola....
1) Gli elogi si dicono a voce alta e facendosi sentire da tutti, le correzioni a bassa voce e solo al diretto interessato.
2) Il coach deve essere sempre esigente e ispirare fiducia: può alzare la voce solo 2/3 volte l'anno, e quando si va in campo i suoi giocatori devono essere senza paura.
3) La differenza tra una persona che sa tutto di basket e un coach di basket è: avere costruito una propria filosofia e crederci fino in fondo, a tutti i costi.
4) E' necessario l'amore per ciò che si fa; questo fa nascere l'orgoglio di farlo e permette di guadagnarsi il rispetto degli altri.
5) Seguire una politica dei piccoli passi è più redditizio che puntare a fare grandi cose tutte in una volta.
6) Tra avere una "squadra" e avere un "gruppo" è meglio la prima, perchè significa che ogni persona che ne fa parte è disposto a sacrificare qualcosa di sè per il bene dei compagni.
7) I gruppi di persone normali così come le grandi squadre hanno bisogno di una identità: coltivandola si possono ottenere risultati straordinari.
8) Qualunque sia l'importanza della cosa che ci accingiamo a fare, ricordarsi del comandamento principale: "Enjoy your game!"
9) Usare poche parole, ma che siano scritte sulla roccia.
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23 aprile 2011
"Vaccine Nation" - documentario
Un documentario che senz'altro tutti i genitori dovrebbero guardare, soprattutto se stanno valutando se vaccinare o no i propri figli.
Si commenta da solo, ma spero che dopo averlo visto qualcuno abbia voglia di scrivere tra i commenti le cose che lo hanno più colpito. Meriterebbe una lunga discussione...
Un grazie al blog "Il portico dipinto" per i sottotitoli....
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19 aprile 2011
"Lo spirito e la visione di George Ohsawa"
Una breve raccolta di aforismi tratti dalle principali pubblicazioni di George Ohsawa, raccolte da M. Rossoff.
Lo Spirito e La Visione Di Ohsawa - Di M. Rossoff
Lo Spirito e La Visione Di Ohsawa - Di M. Rossoff
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12 aprile 2011
"A scuola dai salmoni" - di Herman Aihara
"Un giorno, da poco ritornato da un viaggio in Giappone, andai a pescare sul fiume Feather. Lungo le rapide c'erano dei salmoni che saltavano dappertutto. Il sole di fine estate molto forte sulla riva e faceva un gran caldo. Verso mezzogiorno, tutti gli altri pescatori se ne erano andati, lasciandomi solo. Gettai l'amo verso il centro del torrente e cominciai a ritirare la lenza, che a un cero punto si tese al massimo. Riuscii ad allentarla e poi cercai di riavvolgerla, tirando. Improvvisamente vidi che cominciava a risalire la corrente da sola: vi si era attaccato un salmone. Che sorpresa! Avevo preso un salmone. Questo intanto si muoveva sempre piu' rapido controcorrente. Cercai invano di legare la lenza al mulinello. Il salmone tirava con così tanta forza che le dita cominciavano a farmi male. Chiamai joe, Fred e il Signor Kurosawa, affinchè venissero ad aiutarmi, ma nessuno rispose. Poi la lenza si spezzò. Il pesce era sparito nell'acqua profonda per portare a termine la sua missione: la riproduzione.
Quanta forza ha ancora un salmone dopo aver fatto più di tremila chilometri attraverso l'oceano! E dire che non si fermano nemmeno per mangiare durante questo viaggio. Mi sedetti sulla riva del fiume e riflettei un attimo sui misteri dell'esistenza.
I salmoni si riproducono in montagna per poi, una volta nati, scendere verso l'oceano, dove crescono e raggiungono la maturità. In questo stadio della loro vita risalgono il fiume per la prima ed ultima volta per raggiungere il luogo in cui sono nati. Qui danno vita alla loro progenie e poi muoiono.
La maggior parte della loro vita la passano in un oceano che è paragonabile alla nostra esistenza dopo gli studi scolastici. La vita dei salmoni e quella degli uomini non sarebbe poi tanto diversa se non per quello che succede nella vecchiaia. La vecchiaia degli esseri umani corisponde al pensionamento, mentre quella dei salmoni è avventurosissima.
Il salmone affronta tutti gli ostacoli che un fiume gli può presentare: la lotta contro contro un pesce predatore, l'amo di un pescatore, le rapide, ecc. Tutti questi sforzi eroici li fa per la sua progenie. Dopo aver deposto le uova, muore. Che esistenza semplice e pura! Quale saggezza! Quale esempio di dedizione alla continuità della specie! Gli uomini moderni invece considerano il sesso solo come piacere. Un figlio è solo il sottoprodotto indesiderato del proprio piacere, uno dei rischi che si corrono durante la propria esistenza. E va bene: l'uomo può fare tutto quello che vuole.
Quello che ho imparato dai salmoni è che fanno il viaggio più avventuroso proprio alla fine della loro vita, quando al contrario gli esseri umani si ritirano da ogni attività per vivere col sostegno dell'assistenza sanitaria o della pensione.
Anche l'uomo invece dovrebbe vivere l'avventura più grande alla fine dei suoi giorni.
Altrimenti la sua vita sarà stata meno interessante di quella di un salmone.
Conosco un uomo di questo tipo: George Ohsawa".
di Herman Aihara
Tratto dall'omonimo libro... che trovate di seguito....
Uno strano libro di macrobiotica: non si parla nè di cibo, nè di impacchi, nè di tutti gli altri cliché. Sarà per questo motivo che è così importante leggerlo e riflettere attentamente su ogni breve paginetta: l'autoriflessione, lo scoprire se stessi e accettarsi, sono la parte "difficile" di ogni percorso di vita. Finchè si tratta di riso integrale o impacchi di zenzero o di Yin e Yang a parole sono tutti bravissimi... Il difficile è il resto.
Cioè ciò di cui si parla in questo libro.
Buona lettura!
Quanta forza ha ancora un salmone dopo aver fatto più di tremila chilometri attraverso l'oceano! E dire che non si fermano nemmeno per mangiare durante questo viaggio. Mi sedetti sulla riva del fiume e riflettei un attimo sui misteri dell'esistenza.
I salmoni si riproducono in montagna per poi, una volta nati, scendere verso l'oceano, dove crescono e raggiungono la maturità. In questo stadio della loro vita risalgono il fiume per la prima ed ultima volta per raggiungere il luogo in cui sono nati. Qui danno vita alla loro progenie e poi muoiono.
La maggior parte della loro vita la passano in un oceano che è paragonabile alla nostra esistenza dopo gli studi scolastici. La vita dei salmoni e quella degli uomini non sarebbe poi tanto diversa se non per quello che succede nella vecchiaia. La vecchiaia degli esseri umani corisponde al pensionamento, mentre quella dei salmoni è avventurosissima.
Il salmone affronta tutti gli ostacoli che un fiume gli può presentare: la lotta contro contro un pesce predatore, l'amo di un pescatore, le rapide, ecc. Tutti questi sforzi eroici li fa per la sua progenie. Dopo aver deposto le uova, muore. Che esistenza semplice e pura! Quale saggezza! Quale esempio di dedizione alla continuità della specie! Gli uomini moderni invece considerano il sesso solo come piacere. Un figlio è solo il sottoprodotto indesiderato del proprio piacere, uno dei rischi che si corrono durante la propria esistenza. E va bene: l'uomo può fare tutto quello che vuole.
Quello che ho imparato dai salmoni è che fanno il viaggio più avventuroso proprio alla fine della loro vita, quando al contrario gli esseri umani si ritirano da ogni attività per vivere col sostegno dell'assistenza sanitaria o della pensione.
Anche l'uomo invece dovrebbe vivere l'avventura più grande alla fine dei suoi giorni.
Altrimenti la sua vita sarà stata meno interessante di quella di un salmone.
Conosco un uomo di questo tipo: George Ohsawa".
di Herman Aihara
Tratto dall'omonimo libro... che trovate di seguito....
Uno strano libro di macrobiotica: non si parla nè di cibo, nè di impacchi, nè di tutti gli altri cliché. Sarà per questo motivo che è così importante leggerlo e riflettere attentamente su ogni breve paginetta: l'autoriflessione, lo scoprire se stessi e accettarsi, sono la parte "difficile" di ogni percorso di vita. Finchè si tratta di riso integrale o impacchi di zenzero o di Yin e Yang a parole sono tutti bravissimi... Il difficile è il resto.
Cioè ciò di cui si parla in questo libro.
Buona lettura!
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11 aprile 2011
"Leggende urbane"
Un piccolo contributo anche dal nostro recente passato.
Come molti ricorderanno, nella rivista "L'ordine dell'Universo" che pubblicavamo qualche annetto fa c'erano regolarmente articoli sulle alcune leggende metropolitane, "leggende urbane", come le chiamavamo all'epoca.
Le avevamo raccolte tutte in uno speciale, che trovate di seguito. E' impaginato in modo che, stampando le pagine a coppie in fronte-retro, si ottenga un opuscoletto in formato A5. Un paio di punti per fermarlo o una cordicella e... il gioco è fatto.
E' una piccola raccolta di articoli che danno un punto di vista "macrobiotico" su alcune presunte verità che sentiamo ripetere in continuazione ma che non reggono alla prova della logica Yin Yang ( e spesso del buon senso, che è lo stesso...). Carne, frutta, allergie, malattie incurabili, osteoporosi, latte, quantità e qualità degli alimenti, acqua, OGM, progresso scientifico, e perfino canoni estetici....
Buona lettura!
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07 aprile 2011
POLARIZZARE IL CORPO... ma come?
Bhè le risposte possono essere semplici e apparentemente le solite: Cibi poco raffinati e vegetali di stagione del nostro ambiente. Quindi no alle arance o ananas (frutta in genere) in inverno...ecc... e limitare i cibi che riscaldano in estate... ma perchè si sceglie spesso di fare una dieta di "soli" cereali (dieta n. 7 di Ohsawa) in Primavera? Potrebbe sembrare un controsenso perchè la natura è avida di tutto per germogliare e per crescere, noi dovremmo fare altrettanto no? Perchè rifiutare i germogli o la forza vitale dei vegetali di questo periodo? Grazie... magari ci arrivo da solo... nel frattempo se volete aiutarmi... grazie!!!!
04 aprile 2011
Miso e radioattività
In questo periodo di pericolo nucleare, con notizie sempre più preoccupanti provenienti dal Giappone, il miso rappresenta uno dei pochi modi per potersi in una certa misura salvaguardare dagli effetti della radioattività.
Nel miso possiamo infatti notare:
1) la presenza dell'acido dipilocolonico, che all'interno del corpo si chela ai metalli pesanti causandone l'espulsione.
2) la presenza di un estere etile, un acido grasso che viene prodotto durante la fermentazione, che agisce da antimutageno.
3) la presenza di numerosi batteri in grado di operare trasmutazioni degli elementi: in particolare, le sostanze radioattive vengono neutralizzate facendole decadere nel giro di pochi giorni, anche sostanze che normalmente in natura hanno un periodo di semivita superiore ai milioni di anni. Questo tipo di reazioni sono chiamate reazioni nucleari a debole energia e stanno tornando alla ribalta proprio in questi giorni grazie ad una pubblica dimostrazione avvenuta al CNR di Bologna in merito alla produzione di energia.
Per approfondimenti su tali reazioni consiglio di leggere qui, che è la sintesi di questo libro.
Maggiori informazioni sulle praticamente illimitate applicazioni mediche del MISO, oltre ai libri di George Ohsawa e di Michio Kushi (in particolare "Medicina macrobiotica" e "Il libro dei rimedi macrobiotici") le potete trovare nel libro
The miso book: the art of cooking with miso
Di John Belleme, Jan Belleme.Su Google Libri ce ne sono ampi stralci, dai quali ho tratto le seguenti pagine.
Buona lettura!
Miso - applicazioni mediche
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